È stato approvato il rinnovo del contratto collettivo nazionale per le Funzioni Locali per il periodo 2025-2027. L'intesa, firmata all'Aran, coinvolge circa 404mila dipendenti di Regioni, Comuni, Province e Città metropolitane, segnando uno dei rinnovi più veloci degli ultimi anni, a pochi mesi dalla conclusione del contratto precedente per il triennio 2022-2024.
Il nuovo contratto prevede aumenti salariali medi di 152 euro lordi al mese per il personale degli enti locali, con un incremento a 154 euro per i dipendenti con qualifiche elevate. Sono inclusi anche arretrati tra 920 e 1.170 euro, a seconda della categoria di appartenenza.
Un aspetto significativo dell'accordo è il potenziamento delle retribuzioni per i dipendenti comunali. Grazie ai fondi stanziati dall'ultima legge di bilancio, è stato creato un fondo per ridurre il divario salariale che penalizza da anni il personale dei Comuni rispetto ad altre amministrazioni pubbliche. Il finanziamento prevede 50 milioni di euro per il 2027 e 100 milioni annui dal 2028, oltre agli stanziamenti già previsti nei bilanci degli enti locali.
L'obiettivo è rendere più competitivo il lavoro negli enti territoriali, contrastando la tendenza alla mobilità verso amministrazioni con condizioni economiche più vantaggiose. Attualmente, il beneficio riguarda solo i Comuni, che rappresentano circa l'85% degli occupati nel settore.
Il contratto introduce anche importanti novità organizzative. Per il personale con incarichi di alta qualificazione, gli enti potranno utilizzare parte dei risparmi derivanti dalle assunzioni non effettuate per aumentare le risorse destinate alle indennità di posizione, entro i limiti stabiliti dalla nuova normativa contrattuale.
Particolare attenzione è stata dedicata ai piccoli Comuni senza dirigenti. Per queste amministrazioni, vengono semplificate le modalità di gestione del fondo per la contrattazione decentrata e vengono promosse collaborazioni tra enti per migliorare i servizi di welfare integrativo e i programmi di formazione del personale.
Tra le innovazioni più rilevanti c'è il riconoscimento delle indennità legate ai turni e alle condizioni di lavoro particolari anche durante le ferie, una misura che mira a superare le incertezze interpretative degli ultimi anni.
Per la prima volta, il contratto include un capitolo sull'uso dell'intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. Le nuove disposizioni prevedono specifiche garanzie per i lavoratori coinvolti nell'uso di sistemi basati sull'IA, con l'obiettivo di garantire trasparenza, corretto utilizzo delle tecnologie e tutela dei diritti del personale. È prevista anche una verifica nel 2027 per valutare eventuali discrepanze tra gli aumenti salariali e l'andamento dell'inflazione.
Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha espresso soddisfazione per la rapidità con cui sono stati conclusi i rinnovi contrattuali del settore pubblico, definendo i dipendenti degli enti locali "il vero motore della Pubblica amministrazione sul territorio". Anche il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo, ha sottolineato come il rinnovo consenta di riconoscere gli aumenti in tempi più vicini alla scadenza naturale del contratto e introduca strumenti innovativi, a partire dalla regolamentazione dell'intelligenza artificiale.
L'accordo è stato firmato da tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del settore. Le sigle hanno accolto positivamente sia gli aumenti economici sia le clausole di salvaguardia previste per proteggere il potere d'acquisto dei lavoratori in caso di un'accelerazione dell'inflazione, sottolineando come il rinnovo rappresenti un passo importante verso una pubblica amministrazione più attrattiva e capace di valorizzare le proprie professionalità.
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