Franceschini, ex ministro della Cultura, confessa: "Convivo con il Parkinson dal 2020"

«Non bisogna mai arrendersi», afferma. Per Franceschini, oltre ai farmaci, è essenziale mantenere un significato nelle proprie giornate, avere impegni e obiettivi e non rinunciare alla vita di tutti i giorni. «Non mi arrendo, continuo a vivere e a esserci», è il messaggio che invia a chi vive la sua stessa situazione.

Franceschini, ex ministro della Cultura, confessa: "Convivo con il Parkinson dal 2020"

Dario Franceschini, 67 anni, senatore del Partito Democratico ed ex ministro della Cultura, ha rivelato per la prima volta al pubblico di essere affetto dal Parkinson, diagnosticato nel novembre 2020.

«È stato un colpo durissimo», ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera, spiegando di aver scelto di parlare della sua malattia per rivolgersi a chi, come lui, deve affrontare questa condizione: «Non isolatevi, continuate a vivere».

I primi segnali sono stati notati da un amico, che aveva osservato alcuni movimenti inconsueti delle sue mani. Successivamente, è stato Graziano Delrio, medico e senatore del Pd, a consigliargli una visita, avendo notato che trascinava i piedi. Dopo la diagnosi, Franceschini ha inizialmente cercato di tenere nascosta la malattia, anche a causa dell'imbarazzo legato ai sintomi, come i tremori e le difficoltà nel parlare e camminare.

Recentemente, racconta, al Parkinson si è aggiunta una forma di parkinsonismo atipico, che ha aggravato soprattutto i problemi di equilibrio e di parola. Franceschini affronta la situazione anche con un pizzico di ironia: «Per un politico può anche essere un vantaggio», commenta. Al momento della diagnosi, ricorda, ha pensato subito alla moglie e alle figlie e alle difficoltà che la malattia avrebbe potuto causare alla famiglia. Poi ha deciso di reagire e di non farsi sopraffare.

«È fondamentale non scoraggiarsi», sottolinea. Per Franceschini, oltre alle cure farmacologiche, è cruciale continuare a dare un senso alle proprie giornate, mantenere impegni e obiettivi e non rinunciare alla vita quotidiana. «Io non mi arrendo, continuo a vivere e a esserci», è il messaggio che invia a chi affronta la sua stessa condizione.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati