Matthieu Pigasse riaccende le speculazioni su una sua possibile candidatura all'Eliseo. Il banchiere d'affari francese di 58 anni, attivo nel settore dei media e da sempre vicino alla sinistra, ha confermato di non escludere una corsa alla presidenza della Repubblica.
Un suo ingresso in politica avverrebbe in un momento di grande divisione per la sinistra francese, spaccata tra l'ala socialdemocratica e quella più radicale di Jean-Luc Mélenchon. Sullo sfondo, il Rassemblement National di Marine Le Pen è indicato dai sondaggi come una delle principali forze in gioco per le presidenziali.
Il percorso di Pigasse ha diversi punti in comune con quello di Emmanuel Macron, ma anche significative differenze politiche. Entrambi hanno frequentato l'Ena, la prestigiosa scuola che ha formato molti dirigenti pubblici francesi, e hanno iniziato la loro carriera nella finanza: Pigasse in Lazard, Macron in Rothschild.
Pigasse, però, ha sempre dichiarato apertamente la sua appartenenza alla sinistra. Negli anni è stato vicino all'area socialista di Dominique Strauss-Kahn e ha affermato di aver votato per Mélenchon in passato. Una sua candidatura potrebbe quindi mirare a unire le diverse anime progressiste.
Non mancano le coincidenze simboliche con l'attuale presidente francese. Nel 2012 Pigasse pubblicò un libro intitolato Révolutions; quattro anni dopo, Macron scelse Révolution come titolo del suo libro che accompagnò la sua ascesa politica.
La biografia di Pigasse è quella di un banchiere fuori dagli schemi. Appassionato di gruppi come i Clash e i Sex Pistols, ha lavorato come consulente in delicate operazioni di ristrutturazione del debito sovrano, occupandosi di casi come Grecia, Argentina e Venezuela. Oggi è a capo della filiale francese della banca d'investimento americana Centerview.
Oltre alla finanza, c'è il mondo dei media. Pigasse controlla il gruppo Combat, che include la rivista culturale Les Inrockuptibles e Radio Nova, testate tradizionalmente vicine a sensibilità progressiste. Una presenza nel panorama mediatico francese che da tempo contribuisce alla sua notorietà oltre il settore finanziario.
Intervenendo su France Inter, Pigasse ha criticato il sistema delle primarie dell'area socialdemocratica, contestandone sia il meccanismo di selezione che i costi per partecipare al voto. Un giudizio che sottolinea la sua distanza dagli attuali assetti organizzativi della sinistra francese.
Un tema che potrebbe accompagnare una sua eventuale candidatura riguarda il suo patrimonio. Pigasse non ha mai nascosto di aver accumulato una considerevole ricchezza attraverso la sua attività professionale e ha risposto alle critiche dichiarandosi favorevole a una maggiore tassazione dei grandi patrimoni.
Il banchiere ha dichiarato di appartenere alla fascia di contribuenti con ricchezze superiori ai cento milioni di euro e di sostenere l'idea di pagare imposte più alte. Una posizione con cui cerca di conciliare il suo profilo di uomo della finanza con un'identità politica dichiaratamente progressista.
Resta da vedere se queste dichiarazioni anticipano davvero una candidatura o se rappresentano, per ora, un modo per intervenire nel dibattito sulla ricomposizione della sinistra. Pigasse, per il momento, mantiene aperta l'ipotesi e lascia che il confronto politico dei prossimi mesi determini la possibile trasformazione in una vera campagna per l'Eliseo.
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