Il Consiglio regionale della Puglia prova a limitare il raggio d’azione dei trasformisti (ovvero degli eletti che saltellano dalla maggioranza all’opposizione e viceversa) mettendo mano al regolamento dell’assemblea. L’iniziativa è stata presa da Domenico De Santis, consigliere regionale e segretario del Pd Puglia, e da Luigi Caroli, eletto al secondo mandato di Fdi in via Giovanni Gentile.
L’intesa raggiunta, che diventerà a stretto giro una proposta di legge, in discussione in commissione a giugno e in aula già a luglio, ha raccolto numerose sottoscrizioni di consiglieri, di tutti i partiti e prevede «la decadenza dagli incarichi istituzionali all’interno del Consiglio e delle commissioni consiliari, a seguito del cambio del gruppo di appartenenza». Il lavoro di De Santis e Caroli si è concentrato sulla proposta di modifica del Regolamento del Consiglio regionale, in particolare degli articoli 5 e 9, per contrastare e limitare ogni spazio d’azione del trasformismo.
All’articolo 5, nel dettaglio si specifica che «vicepresidenti e segretari dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che aderiscono a un gruppo consiliare appartenente a una coalizione diversa da quella alla quale avevano aderito al momento delle elezioni, sono soggetti a mozione di decadenza votata in aula», come previsto nello Statuto, ovvero, con mozione presentata da almeno due terzi dei consiglieri e approvata a scrutinio segreto dai due terzi dei componenti del Consiglio (articolo 27, comma 4 Statuto). La modifica all’articolo 9 è identica alla prima, ma riguarda i componenti dell’Ufficio di Presidenza delle Commissioni e la loro decadenza è prevista che venga votata in Commissione. Il dato è tutto politico: il trasformismo può essere sanzionato con la decadenza, certificata dal voto segreto. Questa formula non si applica per il presidente del Consiglio regionale e - è evidenziato riguarda chi passa da un fronte all’altro, non i passaggi interni ai gruppi di maggioranza e opposizione. La sottoposizione ad una mozione politica del consigliere che passa da una coalizione a quella rivale «richiede - secondo i promotori - la verifica della fiducia d'aula o di commissione, per garantire da una parte la trasparenza verso gli elettori e d’altro canto per assicurare stabilità istituzionale degli organi».
«Siamo convinti che su questi temi le regole si cambino tutti insieme e senza strappi - argomenta Domenico De Santis - ed è per questo che con il collega Caroli siamo giunti a questa proposta, che impegna la politica a contrastare il passaggio da un campo all’altro dei consiglieri, intervenendo nel modo più giusto, ovvero modificando il Regolamento regionale e non lo Statuto, come si è fatto in Parlamento, alla Camera e al Senato».
«Per contrastare il trasformismo in Consiglio regionale le regole devono essere chiare – dichiara Luigi Caroli - e chi cambia casacca, pur mantenendo il seggio, deve perdere incarichi e indennità che ne conseguano».
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