Crisi dell'ex Ilva, il ministro Urso: «Serve un'azione sinergica». E Decaro convoca i sindacati per mercoledì 17 giugno

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Crisi dell'ex Ilva, il ministro Urso: «Serve un'azione sinergica». E Decaro convoca i sindacati per mercoledì 17 giugno

Crisi dell'ex Ilva, il ministro Urso: «Serve un'azione sinergica». E Decaro convoca i sindacati per mercoledì 17 giugno

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha convocato per mercoledì 17 giugno alle ore 12, nella sala Di Jeso del palazzo della presidenza, le segreterie confederali regionali di Cgil, Cisl e Uil e le segreterie regionali e territoriali di Fi, Fiom, Uilm, Usb e Ugl Metalmeccanico per un incontro sulla crisi dell’ex Ilva. Nei giorni scorsi erano state le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Usb, con una lettera congiunta, a sollecitare un confronto lanciando l’allarme sulle prospettive dello stabilimento e sulle ricadute occupazionali e sociali per il territorio.

Secondo le organizzazioni sindacali, la vertenza è arrivata ad un punto di non ritorno e il rischio che si determini una situazione drammatica dal punto di vista ambientale, sociale ed industriale che colpirebbe non solo Taranto, ma la Puglia e il Mezzogiorno del nostro Paese, è sempre più tangibile. I sindacati denunciano, inoltre, l’aumento della cassa integrazione e l’apertura di procedure di licenziamento collettivo nel sistema degli appalti, avvertendo che «l'attuale situazione rischia di trasformarsi in una bomba sociale senza precedenti.

«Il governo non intende mettere più risorse» nell’ex Ilva. Così si esprimono, però, i sindacati territoriali dopo il tavolo al ministero delle Imprese. «E' stato autorizzato un prestito di 349 milioni, 250 sono già stati spesi e non ci sarà nessuna possibilità di aumentare quel prestito. Quindi tra pochi mesi l’Ex Ilva rischia di trovarsi senza liquidità», hanno spiegato. Il ministro ha ricordato che ci «sono 2 soggetti in gara», ma i sindacati chiedono a questo punto che il confronto riparta da Palazzo Chigi, dove l’ultima convocazione è avvenuta il 5 marzo scorso. «I problemi restano, è una situazione drammatica», hanno sottolineato i rappresentanti territoriali di Fiom, Uilm e Fim.

L’incontro convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal ministro Adolfo Urso con le organizzazioni sindacali sulla vertenza ex Ilva «non ha portato ulteriori novità rispetto a quanto già conoscevamo». Lo afferma il segretario generale della Fim Cisl Taranto-Brindisi, Biagio Prisciano, al termine del tavolo.

«Abbiamo ribadito al ministro la necessità di riaprire il confronto a Palazzo Chigi, perché questa vertenza coinvolge diversi ministeri, dall’Ambiente alla Salute, oltre al Mimit», dichiara Prisciano. «Non ci aspettavamo aggiornamenti sostanziali - aggiunge - dall’incontro di oggi, ma abbiamo partecipato per senso istituzionale, rispondendo alla convocazione del ministro». Secondo il sindacalista, «i problemi restano tutti sul tavolo e la situazione è drammatica». «I lavoratori vivono in uno stato di forte incertezza - prosegue - e il tempo non è una variabile da sottovalutare. A Taranto ci sono questioni aperte che riguardano la cassa integrazione, la sicurezza, le manutenzioni, le risorse disponibili e, non ultimo, il bando di vendita. A pagare le conseguenze sono sempre i lavoratori, che vedono un futuro sempre più incerto».

Prisciano riferisce che il ministro «si è impegnato a rappresentare al Governo la richiesta di una nuova convocazione». «L'ultimo incontro a Palazzo Chigi risale al 5 marzo e oggi è il 15 giugno. Non si può gestire una vertenza di questa portata, che va avanti da oltre quindici anni, restando in attesa di essere convocati. Il Governo apra nuovamente il confronto e riattivi il tavolo permanente già istituito a Palazzo Chigi», conclude.

«Quella dell’ex Ilva è una sfida difficile, su cui serve un’azione sinergica e la massima responsabilità da parte di tutti gli attori, nel rispetto degli sforzi fatti in questi anni proprio dai lavoratori dell’Ilva», avrebbe, invece, affermato Adolfo Urso, incontrando a Palazzo Piacentini le organizzazioni sindacali territoriali di Taranto. «Noi siamo impegnati con voi a garantire la continuità produttiva, nella prospettiva della piena decarbonizzazione, anche e soprattutto a Taranto. Se ci siamo riusciti a Terni, con un ambizioso programma di rilancio, e se ci siamo riusciti a Piombino, che tornerà a produrre acciaio dopo oltre 15 anni, dobbiamo fare ogni sforzo perché accada anche negli stabilimenti dell’ex Ilva. Per questo serve la massima responsabilità da parte di tutti gli attori». La richiesta delle organizzazioni territoriali di Taranto di un confronto sulla vertenza ex Ilva era stata accolta nei giorni scorsi dal titolare del Mimit. «Il Governo è impegnato a tenere aperta una prospettiva industriale per Taranto, ma nessuna soluzione strutturale può essere costruita senza il concorso di tutti», avrebbe sottolineato Urso.

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