L’amministratore delegato di Fs, Stefano Donnarumma, lascerà la guida del gruppo nei prossimi giorni. La notizia che era nell’aria da tempo è stata ufficializzata ieri dopo un incontro con il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, aprendo i giochi per la successione: il nuovo amministratore dovrebbe essere il barese Gianpiero Strisciuglio, 50 anni, attuale numero uno di Trenitalia.
La partita intreccia la politica e l’area di influenza della Lega, per quanto - viene fatto notare - la competenza sull’operazione non è tanto di Salvini quanto del ministero dell’Economia che ha in pancia il gruppo Fs e il relativo debito di 13 miliardi. Nelle scorse settimane il ministro Giorgetti aveva fatto dimettere le due consigliere del Mef dal cda di Fs, così annunciando nei fatti lo sfratto a Donnarumma che - dicono fonti interne al gruppo - andrà via dopo aver definito la sua buonuscita. Ufficialmente il ministero di Salvini avrebbe contestato al manager i dati sulla puntualità dei treni. Giorgetti invece ha evidenziato il peggioramento di alcuni indici di bilancio, a partire dall’indebitamento, su cui avrebbero pesato anche le ultime acquisizioni.
Ora dunque la guida di Fs dovrebbe passare a Strisciuglio, che lo stesso Salvini - con i buoni uffici del senatore salentino Roberto Marti - aveva voluto spostare da Rfi in Trenitalia, anche a costo di far aprire una procedura di infrazione per la violazione dei regolamenti europei (chi ha gestito la rete non può passare a guidare un operatore prima di tre anni). A cascata si aprirà la partita delle nomine nelle società del gruppo, ed è qui che la storia si fa interessante.
Per Trenitalia le voci accreditano la promozione di Sabrina De Filippis, ex direttore regionale in Puglia, attualmente numero uno del Polo Logistico di Fs. L’outsider è Matteo Colamussi, 53 anni, pugliese, numero uno di Fs Sistemi Urbani. La scelta spetta in prima battuta a Strisciuglio, che con il secondo ha rapporti molto stretti. De Filippis, peraltro, è stata all’epoca nominata dal M5s ed è considerata un corpo esterno rispetto a villa Patrizi (la sede di Trenitalia) dove aveva provato invano a farsi nominare anche lo scorso anno.
La designazione di Strisciuglio dovrebbe arrivare in assemblea entro il prossimo mese. Una ricostruzione corroborata dalle dichiarazioni di Salvini, che accreditano l’ipotesi di un passaggio in continuità e un identikit preciso del successore, che calza a pennallo con Strisciuglio: «Ho incontrato Donnarumma - ha detto ieri il ministro -. Abbiamo trovato una comune condivisione nel fatto che, ultimata la fase Pnrr, che era quella più importante, più delicata, più complicata, con tutti i cantieri che si andranno a chiudere entro quest’estate, si passerà alla fase due con un passaggio di consegne, con una scelta interna, quindi che riguarda un ferroviere, per gestire 90.000 straordinari dipendenti di un’azienda eccellente come Ferrovie dello Stato».
C’è poi il tema dei vertici di Rfi, anche questi a scadenza. Il favorito come nuovo amministratore di Rfi è Dario Lo Bosco, 66 anni, ma potrebbe esserci pure una proroga dell’uscente Aldo Isi. Il numero uno di Rfi sarà particolarmente importante per la Puglia, dove il 31 dicembre scade la concessione della rete.
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