La grande festa della Finanza: a Foggia arriva pure la premier Meloni

Data Pubblicazione

La grande festa della Finanza: a Foggia arriva pure la premier Meloni

La grande festa della Finanza: a Foggia arriva pure la premier Meloni

Foggia sarà il cuore delle celebrazioni per il 252° anniversario di fondazione del Corpo della Guardia di Finanza. Una scelta dal forte valore simbolico, che accende i riflettori su un territorio strategico per la legalità e la crescita del Paese. Il momento più solenne è fissato per stamattina alle ore 11, nella suggestiva cornice del Parco «Campi Diomedei» dove alla presenza della premier Giorgia Meloni, del vicepremier Antonio Tajani e delle massime autorità civili, militari e religiose, si terrà la tradizionale cerimonia militare con la premiazione dei finanzieri che si sono distinti per atti di eroismo e rilevanti operazioni di servizio.

Alla vigilia dell’evento, il comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza generale di divisione Guido Mario Geremia ha accettato di rispondere alle domande della Gazzetta.

La Guardia di Finanza e la Puglia: un “legame” che parte da lontano, dagli anni del contrabbando...

«È un legame profondo e indissolubile, forgiato nella storia e purtroppo anche nel sangue, che parte già durante la Prima Guerra Mondiale con il controllo dei presidi delle saline di Margherita di Savoia per la tutela del sale, è tra il 1984 e il 2002 che le Fiamme Gialle pugliesi operano il contrasto più aspro alla criminalità organizzata. Le coste della Puglia erano l’approdo di scafi velocissimi provenienti dai paesi balcanici, mentre sulla terraferma i contrabbandieri si muovevano con auto corazzate, dotate di rostri in ferro per spazzare via i mezzi delle Forze dell’Ordine. Parliamo di un fenomeno sempre più pervasivo e violento, che raggiunse l’apice il 23 febbraio 2000 a Brindisi. Un blindato contrabbandiero speronò a forte velocità una pattuglia del Corpo, provocando il decesso di due militari e il ferimento grave di altri due colleghi. Cinque giorni dopo quel tragico evento, lo Stato rispose avviando la storica “Operazione Primavera”, un’imponente mobilitazione di 1.900 uomini supportati da mezzi terrestri, navali e aerei, che si concluse nel giugno dello stesso anno con risultati straordinari: 537 arresti, centinaia di denunce e il sequestro di oltre 32 tonnellate di sigarette, 47 fuoristrada blindati e 20 scafi».

Fu l’inizio della fine del contrabbando di tabacchi per come lo conoscevamo.

«Questa affermazione della legalità ha richiesto un prezzo altissimo in termini di vite umane. In quel ventennio di lotta al contrabbando, ben quindici nostri militari hanno perso la vita nell’adempimento del dovere, vittime di drammatici incidenti stradali e di volo o di violente collisioni in mare causate da spericolate manovre elusive dei natanti criminali. Negli anni immediatamente successivi, altri giovani finanzieri sono caduti sul fronte altrettanto drammatico del contrasto all’immigrazione clandestina nel Canale d’Otranto. E’ una memoria dolorosa che il Corpo onora ogni anno e che rappresenta la radice del nostro impegno. Il patrimonio di competenze, coraggio e controllo del territorio sviluppato in quegli anni difficili costituisce la base su cui poggia il nostro legame attuale con la regione. Oggi, con una forza complessiva di quasi quattromila militari e la presenza a Bari della Legione Allievi, la Guardia di Finanza in Puglia si è evoluta in un moderno corpo di polizia economico-finanziaria. Non difendiamo più le spiagge dagli sbarchi di sigarette, ma intercettiamo e reprimiamo ogni forma di “inquinamento” dell’economia legale per salvaguardare i cittadini e le imprese sane. Oggi colpiamo i patrimoni della criminalità organizzata, soprattutto nel territorio foggiano, dove contrastiamo la recrudescenza di consorterie mafiose coinvolte in frodi fiscali, gestione illecita dei rifiuti, riciclaggio e traffici illeciti. Combattiamo minacce complesse come le infiltrazioni criminali nel settore immobiliare – la cosiddetta “mafia del mattone” – e reprimiamo le truffe sui bonus edilizi. Al contempo, la difesa dei confini marittimi si è internazionalizzata: i nostri mezzi aeronavali operano oggi sotto l’egida dell’Agenzia Frontex, collaborando stabilmente con le autorità estere e partecipando a missioni congiunte negli stessi paesi balcanici, un tempo basi del contrabbando. La storia si è ribaltata, ma la nostra missione in questa terra resta la stessa. Essere custodi della legalità e della sicurezza dei cittadini pugliesi».

Il ruolo del Corpo quale presidio di legalità in contesti difficili come Foggia; gli interventi repressivi e le attività di prevenzione e di educazione alla legalità: in che misura vengono utilizzati i due strumenti?

«La provincia di Foggia rappresenta indubbiamente uno dei banchi di prova più complessi per la tutela della legalità economico-finanziaria. Il territorio ha registrato un incremento esponenziale di fenomeni criminali caratterizzati da una forte recrudescenza ed efferatezza. Si tratta di una situazione critica, finita al centro dell’attenzione delle massime istituzioni nazionali, dai Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica alla Commissione Parlamentare Antimafia. Di fronte a questa realtà, la Guardia di Finanza risponde muovendosi su due binari paralleli e complementari: la repressione chirurgica dei patrimoni illeciti e la prevenzione strutturale del tessuto economico e sociale. Sul fronte dell’intervento repressivo, la nostra strategia si concentra sulla totale asfissia finanziaria dei clan. Non colpiamo solo l’ala militare, ma aggrediamo le dinamiche evolutive della criminalità foggiana attraverso mirate indagini di polizia economico-finanziaria. Un esempio concreto è l’attività svolta dal nostro gruppo di lavoro dedicato, che unisce il Comando Provinciale di Foggia al Nucleo PEF/G.I.C.O. di Bari. Questa sinergia ci permette di mappare i target ad alto rischio, focalizzandoci su soggetti con evidenti sperequazioni patrimoniali e su attività commerciali – specialmente nei settori alberghiero e della ristorazione – riconducibili a membri delle consorterie criminali o colpite da interdittive antimafia. Allo stesso tempo, la repressione si adegua alla morfologia del territorio foggiano. Sfruttando la vastità della Capitanata, la criminalità ha sviluppato una forte abilità nell’occultare enormi coltivazioni illecite in zone impervie e boschive. Per scovarle, la nostra componente territoriale collabora strettamente con il Reparto Operativo Aeronavale di Bari e il Gruppo di Esplorazione Aeromarittima. Attraverso costanti sorvoli e ricognizioni dall’alto, individuiamo e sequestriamo imponenti piantagioni di cannabis. L’azione repressiva da sola non basta se non è affiancata da un presidio di prevenzione e di tutela sociale. A Foggia, questo si traduce prima di tutto nella difesa del lavoro e della dignità umana contro l’emergenza del caporalato. L’agricoltura è il motore economico della provincia dauna, rappresentando oltre un terzo della superficie agricola dell’intera Puglia. Un sistema che richiede un uso intensivo di manodopera stagionale, spesso composta da cittadini extracomunitari in condizioni di estrema vulnerabilità. La nostra attività qui fa da scudo: reprimiamo lo sfruttamento, le paghe dimezzate e le estorsioni attuate nei campi e nel settore turistico-alberghiero della costa garganica, ma contemporaneamente attiviamo strumenti di tutela come il controllo giudiziario delle aziende. La prevenzione si attua anche presidiando la spesa pubblica per evitare che le risorse destinate allo sviluppo del territorio finiscano nelle mani sbagliate. Anche il pattugliamento marittimo – con centinaia di crociere navali e controlli ai natanti nelle acque prospicienti l’area garganica – serve a incrementare la sicurezza percepita dai cittadini e dagli operatori onesti. Infine, c’è la prevenzione a lungo termine, quella che passa dall’educazione alla legalità. Spiegare ai cittadini, ai giovani e alle imprese che la Guardia di Finanza non è solo un organo sanzionatorio, ma un alleato strategico, è fondamentale».

Qual è il ruolo del Corpo a tutela del tessuto socio-economico sano nella provincia di Foggia, la più estesa d’Italia?

«La provincia di Foggia custodisce un’energia imprenditoriale straordinaria, ma vive una contraddizione profonda. Le sue ampie distanze geografiche, che ne fanno la provincia più estesa del Mezzogiorno, sono al tempo stesso la sua ricchezza e la sua vulnerabilità. In un territorio così vasto, la criminalità organizzata cerca di sfruttare l’isolamento geografico per imporre le proprie regole, soffocando le tantissime imprese sane che lavorano con onestà. Qui il ruolo della Guardia di Finanza cambia prospettiva: non solo un organo di polizia che contrasta i reati, ma un alleato strategico della “Foggia che produce”. Tutelare il tessuto sano significa garantire la libertà di fare impresa. Quando la criminalità inquina il mercato attraverso il riciclaggio di capitali sporchi, l’estorsione o l’evasione fiscale totale, non sta solo violando la legge, sta distruggendo la concorrenza leale. Un imprenditore onesto, che paga le tasse e rispetta i contratti, non può competere con chi usa il denaro delle mafie o azzera i costi della legalità. Il nostro presidio serve a riequilibrare la partita. Operare nella provincia più estesa d’Italia richiede una presenza capillare, capace di proteggere i distretti industriali, i poli agricoli e le strutture ricettive dall’usura e dai tentativi di acquisizione criminale, particolarmente insidiosi nei momenti di crisi finanziaria. Vogliamo che gli imprenditori, gli artigiani e i commercianti foggiani sentano che lo Stato non è un peso burocratico, ma uno scudo. Restituire legalità economica a questo territorio significa dare fiducia a chi vuole investire sul futuro della Capitanata».

L’integrazione del finanziere nel tessuto sociale pugliese, con particolare riferimento a Foggia, a che punto è?

«A Foggia, questa integrazione sociale è un obiettivo quotidiano. I finanzieri sono cittadini tra i cittadini, profondamente inseriti nella realtà locale e impegnati attivamente a migliorarla. Questa vicinanza si esprime, prima di tutto, attraverso il dialogo aperto con le giovani generazioni che rappresentano il futuro della Capitanata. I militari dei nostri Reparti entrano regolarmente nelle scuole della provincia per incontrare gli studenti nell’ambito del progetto nazionale di educazione alla legalità economica. Partecipiamo con convinzione a iniziative della comunità come i “100 giorni per la legalità e la lotta alle mafie” promossi dal Comune di Foggia. Ai ragazzi non parliamo di codici o di sanzioni, ma insegniamo che la contribuzione fiscale e il rispetto delle regole finanziarie – principi contenuti nella Costituzione - non sono obblighi astratti, ma strumenti concreti che permettono allo Stato di garantire i servizi essenziali, dalla sanità alla scuola, costruendo insieme a loro una cultura della cittadinanza attiva. L’integrazione sociale a Foggia significa anche saper ascoltare le vulnerabilità e fare rete con le realtà del territorio. In una provincia segnata da complessi flussi migratori e dal rischio di marginalizzazione, abbiamo avviato collaborazioni innovative con gli enti del Terzo Settore e con le associazioni di volontariato, tra cui il Centro Culturale Islamico locale. Questa sinergia ci permette di dialogare direttamente con le comunità straniere, portando informazione sul territorio, facendo prevenzione contro le truffe e contrastando il disagio sociale. È un modo per tendere la mano a chi vuole integrarsi onestamente, offrendo protezione e risposte concrete. Infine, un pilastro fondamentale di questo legame sociale è la nostra collaborazione con il mondo accademico. Attraverso protocolli d’intesa strategici con l’Università degli Studi di Foggia, la Guardia di Finanza si pone come garante del diritto allo studio. Verificare la correttezza delle dichiarazioni patrimoniali per l’accesso alle esenzioni, alle borse di studio e agli alloggi universitari corrisponde a fare giustizia sociale. Significa assicurare che le risorse pubbliche vadano realmente agli studenti meritevoli e privi di mezzi, proteggendo le fasce più deboli da chi tenta di sottrarre loro opportunità con l’inganno. Essere integrati nel tessuto sociale di Foggia significa proprio questo: essere un punto di riferimento non solo per la sicurezza, ma per l’equità sociale.

Gli arruolamenti del Corpo sono sempre fortemente connotati da una forte percentuale di giovani pugliesi: l’esempio conta?

«Sì, credo che l’esempio conti moltissimo. Storicamente la Puglia rappresenta uno dei territori con maggiore partecipazione ai concorsi della Guardia di Finanza e, più in generale, delle Forze armate e di polizia. È un fenomeno che ha radici profonde. In molte realtà pugliesi la carriera nelle istituzioni dello Stato non è vista soltanto come una scelta professionale, ma anche come un elemento identitario. Spesso dietro la scelta di un giovane di partecipare a un concorso c’è l’esempio concreto di una persona stimata nella propria comunità che ha già indossato una divisa. L’esempio, quindi, incide eccome! La Guardia di Finanza, poi, esercita un fascino particolare: unisce il prestigio della funzione militare alla dimensione investigativa, alla tutela della legalità economica e al servizio dello Stato, valori che in molte famiglie pugliesi continuano ad avere un peso importante».

[mimmo mazza]

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati