Puglia, il segretario regionale del Pd De Santis travolto dalle minacce sui social. "Ora basta, denuncio"

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Puglia, il segretario regionale del Pd De Santis travolto dalle minacce sui social. "Ora basta, denuncio"

Puglia, il segretario regionale del Pd De Santis travolto dalle minacce sui social. "Ora basta, denuncio"

Una valanga di insulti, minacce e intimidazioni sulla sua pagina Facebook. Parole pesantissime che il segretario del Pd pugliese, Domenico De Santis, non intende lasciar correre, al punto da denunciare la querela nei confronti degli autori dei post incriminati. L'esponente dei Dem ha pubblicato un estratto della bufera social che lo ha travolto nelle ultime ore, sebbene non sia chiaro quale sia stato il post originario ad aver scatenato reazioni così violente.

Nessun dubbio, invece, sul tenore dei messaggi. "Sei un amico di terroristi. Caro amico comunista ci ricorderemo queste parole e te le rispediremo. Tu sei solo la disgrazia italiana, vai estinto». E ancora: «la sinistra deve morire», «i super alcolici fanno male», «le donne devono stare a casa a fare i lavori domestici per i progressisti». «Ho dato mandato al mio avvocato – annuncia De Santis - di adire alle vie legali per varie minacce di “estinzione”, “morte”. Parole di odio, contro la sinistra, gli immigrati, le donne, contro la mia persona. I social sono pieni zeppi di odiatori seriali, a tutti voi vi mando tanti cari abbracci pieni di amore. Perché solo con l’amore e il rispetto si costruisce un mondo migliore».

I Giovani Democratici di Puglia hanno postato un messaggio di sentita solidarietà: «Il dissenso politico è il sale della democrazia. L'odio personale, gli insulti e le campagne di delegittimazione rappresentano invece un degrado del confronto pubblico che va respinto con fermezza. Chi sceglie la violenza verbale dimostra di non avere argomenti e contribuisce ad alimentare un clima sempre più tossico. Siamo al fianco di Domenico De Santis e di tutte le persone che ogni giorno svolgono il proprio impegno politico con passione e senso delle istituzioni, spesso diventando bersaglio di attacchi personali. La politica ha bisogno di idee, confronto e rispetto reciproco. Ogni forma di intimidazione, anche quando passa attraverso i social network, deve essere condannata senza ambiguità».

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