La Puglia è la regione italiana più colpita dalle intimidazioni contro amministratori locali e dipendenti della pubblica amministrazione. Nel 2025 sono stati registrati 51 episodi censiti da Avviso Pubblico, distribuiti in 38 Comuni e in tutte le sei province pugliesi. Un dato che riporta la regione al primo posto della classifica nazionale e richiama un precedente significativo: già nel 2013 la Puglia aveva fatto segnare il numero più alto di intimidazioni, con 75 casi.
Il quadro emerge dalla sedicesima edizione del rapporto «Amministratori sotto tiro», presentato a Napoli in alla Prefettura. Durante l’iniziativa, numerosi sindaci provenienti da diverse parti d’Italia hanno manifestato la necessità di un maggiore sostegno istituzionale per chi amministra i territori e si trova a operare sotto pressione o sotto minaccia.
A livello nazionale, nel 2025 sono stati censiti 309 atti intimidatori, pari a una minaccia ogni 28 ore. Dal 2010 al 2025 gli episodi registrati in Italia sono stati complessivamente 6.025 e hanno coinvolto 1.736 Comuni. In questo contesto, la Puglia rappresenta la realtà più esposta dell’ultimo anno, concentrando oltre il 16% del totale nazionale.
La provincia più colpita è Lecce, con 15 episodi registrati nel 2025. È il dato più alto in Puglia e il secondo in Italia dopo la provincia di Napoli. Seguono Taranto con 9 casi, Foggia con 8, Bari con 7, mentre Brindisi e Barletta-Andria-Trani ne contano 6 ciascuna.
L’analisi storica conferma che il fenomeno non è episodico. Dal 2010 al 2025 Avviso Pubblico ha registrato in Puglia 745 atti intimidatori, con una media di circa 46 casi all’anno. In pratica, quasi una minaccia a settimana per sedici anni consecutivi. Lecce e Foggia risultano tra le province italiane maggiormente interessate dal fenomeno: la prima ha registrato 178 episodi nel periodo considerato, la seconda 177.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla diffusione territoriale. Dei 257 Comuni pugliesi, ben 165 sono stati interessati almeno una volta da intimidazioni nei confronti di amministratori o funzionari pubblici. Si tratta del 64% del totale, la percentuale più alta tra tutte le regioni italiane. Il fenomeno, quindi, non riguarda soltanto alcune aree specifiche ma interessa una parte molto ampia del territorio regionale, coinvolgendo grandi città, centri medi e piccoli comuni.
Tra i 38 Comuni pugliesi colpiti nel 2025, sette sono stati in passato sciolti per infiltrazioni mafiose: Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Neviano, Orta Nova, Ostuni e Terlizzi. Alcuni territori compaiono con continuità nelle rilevazioni annuali. Monte Sant’Angelo registra intimidazioni per il decimo anno; Manfredonia e Bitonto per il nono; Orta Nova per il settimo; Margherita di Savoia per l’ottavo; Lizzano per il sesto e Ostuni per il quarto.
Le modalità delle minacce sono spesso riconducibili a incendi, danneggiamenti e atti simbolici. A Castrignano del Capo è stata incendiata l’auto del sindaco. A San Giovanni Rotondo sono state incendiate le auto di due consiglieri comunali. A Carapelle un candidato ha trovato una testa di agnello sul cofano della propria vettura. A Terlizzi sono stati colpiti la villa della vicecomandante della polizia locale e l’auto di un consigliere. A Grottaglie sono stati incendiati cinque mezzi comunali, mentre a Oria sono state date alle fiamme due auto della polizia locale e poi quella del sindaco.
«Quando si minaccia un sindaco, un assessore, un consigliere comunale o un funzionario pubblico - ha detto il presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà -, si colpisce la democrazia di una comunità intera».
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