Ustica: la Francia pronta a collaborare con l'Italia

I pubblici ministeri potrebbero ritirare la richiesta di chiusura del caso sulla strage

Ustica: la Francia pronta a collaborare con l'Italia

L'ambasciata francese in Italia ha informato il Ministero degli Esteri italiano che la Francia è disposta a collaborare nell'indagine sulla tragedia di Ustica. Con l'udienza fissata per il 30 settembre, la disponibilità francese potrebbe spingere la procura di Roma a ritirare la richiesta di archiviazione dell'inchiesta, a cui il governo italiano si era opposto.

La magistratura italiana attendeva risposte dalla Francia dal 1990, quando per undici volte in sei anni, il giudice istruttore Rosario Priore non ricevette da Parigi risposte soddisfacenti sui principali interrogativi riguardanti l'abbattimento del Dc9 Itavia al largo di Ustica il 27 giugno 1980. Da allora, l'Italia ha richiesto le registrazioni radar della zona di caduta del DC-9, le posizioni delle portaerei Clemenceau e Foch, i piani di volo dei caccia francesi diretti in Libia e la misteriosa traccia "amica" denominata LL004, rilevata dal radar di Poggio Ballone, in provincia di Grosseto, nei pressi della base corsa dell'Armée de l'air a Solenzara. Negli anni '90, le richieste inviate alla Francia per identificare gli aerei all'origine delle tre tracce radar non furono accolte.

Tra il 2010 e il 2014, il Pm Erminio Amelio fece un nuovo tentativo richiedendo i registri di bordo delle due portaerei e le loro rotte, i tracciati radar, i registri di passaggio e nuovamente i movimenti a Solenzara, i nomi del personale in servizio e se la Francia partecipò all'esercitazione Demon Jam V del luglio 1980. Per gli investigatori italiani, è certo che la base corsa fosse operativa oltre le 17, mentre Parigi ha sempre negato tale circostanza. Alcuni testimoni, tra cui ex militari, hanno riferito di aver visto una portaerei francese nel Tirreno, notizia smentita dai francesi.

Tuttavia, quella notte non c'erano solo i francesi. Il giudice Priore concluse che l'aereo precipitò durante una vera e propria battaglia aerea a cui parteciparono anche caccia statunitensi (a Napoli era presente la portaerei Saratoga) e della Nato, di cui rimase traccia nei tabulati di Ciampino. Un'operazione internazionale finita male, ma destinata ad abbattere un Mig libico che volava coperto dal DC-9, forse proprio quel Mig ritrovato poi sulla Sila.

L'altra versione, sostenuta anche oggi dall'ex ministro Carlo Giovanardi, è che a bordo dell'aereo ci fosse una bomba e che sia stata piazzata da presunti terroristi palestinesi.

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